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	<title>Studio Tecno.geo. S.r.l.</title>
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	<description>Applied and environmental geology consulting and projects</description>
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		<title>La Leonessa ferita…ma non troppo</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2016 09:49:13 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Avvenimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il 25 dicembre 1222 alle ore 12.00 circa un forte sisma interessò l’area bresciana. La città di Brescia faceva parte della Longobardia, provincia del Sacro Romano Impero, governato dall’età di 18 anni da Federico II Hohenstaufen, un grande innovatore legislativo e culturale che mise in discussione il potere temporale della Chiesa e fu scomunicato da<a class="grve-read-more" href="https://www.studiotecnogeo.it/la-leonessa-feritama-non-troppo/"><span>maggiori informazioni</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 25 dicembre 1222 alle ore 12.00 circa un forte sisma interessò l’area bresciana.<br />
La città di Brescia faceva parte della Longobardia, provincia del Sacro Romano Impero, governato dall’età di 18 anni da Federico II Hohenstaufen, un grande innovatore legislativo e culturale che mise in discussione il potere temporale della Chiesa e fu scomunicato da Papa Gregorio IX e deposto da Papa Innocenzo IV.</p>
<p>La magnitudo momento del terremoto si suppone essere 6,2 con scala macrosismica IX. Le vittime furono 10000, ma quasi certamente si tratta di una sovrastima. L’epicentro è localizzato nei pressi del Monte Netto, un’altura isolata posta tra i territori comunali di Capriano del Colle e di Poncarale, che raggiunge un&#8217;altezza di 133 metri sul livello del mare. Le repliche durarono circa 30-40 giorni.<br />
Si segnalano lesioni agli edifici da Milano a Bologna e a Venezia. La città di Brescia subì danni nella parte meridionale, ma le strutture portanti degli edifici ecclesiastici e delle torri ressero alla scossa. Patirono rovine le fortezze di Lazise e di Marano di Valpolicella, nonché la cattedrale di Cremona.<br />
Impressionate dal fatto che l’evento era accaduto il giorno di Natale, le persone lasciarono le città per rifugiarsi in campagna e trascorsero le prime notti all’addiaccio, o riparandosi dal freddo nelle tende.</p>
<p>Nelle cronache si trovano anche riferimenti al fatto che il terremoto era stato presagito dal passaggio di una cometa: trattasi di quella di Halley, il cui transito al perielio si ebbe il 28 settembre 1222.</p>
<p><strong>Bibliografia</strong>:<br />
GUIDOBONI Emanuela &#8211; The earthquake of December 25th, 1222: analysis of a myth &#8211; Ecol. Appl. Idr., 21, 413-424, 1986<br />
MAGRI G. – MOLIN D. &#8211; I terremoti del 3 gennaio 1117 e del 25 dicembre 1222 &#8211; Rapporto ENEA, RTI-PAS-ISP-GEOL LO (86) 2, 9pp, 1986</p>
<p><strong>Links</strong>:<br />
<a href="http://digilander.libero.it/riomas/marano2/terremoto.htm" target="_blank">http://digilander.libero.it/riomas/marano2/terremoto.htm</a><br />
<a href="http://www.brescialeonessa.it/brescia/hannoscritto/salimbene.htm" target="_blank">http://www.brescialeonessa.it/brescia/hannoscritto/salimbene.htm</a><br />
<a href="http://www2.ogs.trieste.it/gngts/gngts/convegniprecedenti/2007/riassunti/tema-2/2-sess-1/21-berl.pdf" target="_blank">http://www2.ogs.trieste.it/gngts/gngts/convegniprecedenti/2007/riassunti/tema-2/2-sess-1/21-berl.pdf</a><br />
<a href="http://www2.ogs.trieste.it/gngts/gngts/convegniprecedenti/2008/riassunti/2.1/21-berl.pdf" target="_blank">http://www2.ogs.trieste.it/gngts/gngts/convegniprecedenti/2008/riassunti/2.1/21-berl.pdf</a><br />
<a href="ftp://ftp.ingv.it/pro/dpc-s1/absmeetings/RU%203.07%20-%20Livio%20et%20al.,%202008%20-%20GIGS%202008.pdf" target="_blank">ftp://ftp.ingv.it/pro/dpc-s1/absmeetings/RU%203.07%20-%20Livio%20et%20al.,%202008%20-%20GIGS%202008.pdf</a><br />
<a href="http://www.istitutoveneto.org/pdf/ChiSci/E_Guidoboni_20_01_2015.pdf" target="_blank">http://www.istitutoveneto.org/pdf/ChiSci/E_Guidoboni_20_01_2015.pdf</a><br />
<a href="http://geode.colorado.edu/~structure/mueller_refs/08_Livio_et_al_2009_Bull_Geol_Soc_Italy.pdf" target="_blank">http://geode.colorado.edu/~structure/mueller_refs/08_Livio_et_al_2009_Bull_Geol_Soc_Italy.pdf</a><br />
<a href="http://www.univeur.org/cuebc/downloads/Pubblicazioni%20scaricabili/PACT%2018%20%20La%20protection%20des%20monuments%20arch%C3%A9ologiques/14%20E.%20Guidoboni.pdf" target="_blank">http://www.univeur.org/cuebc/downloads/Pubblicazioni%20scaricabili/PACT%2018%20%20La%20protection%20des%20monuments%20arch%C3%A9ologiques/14%20E.%20Guidoboni.pdf</a><br />
<a href="http://web.fis.unico.it/geolito/21%20Geologia%20e%20Litologia%20Tettonica%20attiva%20Pianura%20Padana.pdf" target="_blank">http://web.fis.unico.it/geolito/21%20Geologia%20e%20Litologia%20Tettonica%20attiva%20Pianura%20Padana.pdf</a></p>
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		<title>Storia geologica del Paese Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2016 09:42:27 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studiotecnogeo.it/?p=511</guid>
		<description><![CDATA[<p>GELATI, Romano – Storia geologica del Paese Italia – Diabasis, Parma, 2013 Il volume si apre con alcune considerazioni di Gelati sul suo desiderio di compilare un testo che riassumesse in forma sintetica la geologia del nostro paese al fine di «fare buona divulgazione…, appassionare alla geologia gli studenti dei primi anni di università e<a class="grve-read-more" href="https://www.studiotecnogeo.it/gelati-romano-storia-geologica-del-paese-italia/"><span>maggiori informazioni</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>GELATI, Romano – Storia geologica del Paese Italia – Diabasis, Parma, 2013</strong></p>
<p>Il volume si apre con alcune considerazioni di Gelati sul suo desiderio di compilare un testo che riassumesse in forma sintetica la geologia del nostro paese al fine di «fare buona divulgazione…, appassionare alla geologia gli studenti dei primi anni di università e ravvivare la curiosità dei tanti cultori, non necessariamente provvisti di titolo universitario» della disciplina che per tanti anni lo ha visto protagonista. Il tutto seguendo il paradigma moderno della tettonica delle placche con l’interpretazione che ne deriva.</p>
<p>Il basamento cristallino, le ofioliti, le piattaforme carbonatiche e le torbiditi sono i complessi rocciosi più importanti per fornire le chiavi di lettura della geologia italiana. Dopo aver enumerato le province geologiche, Gelati dedica ampio spazio alla descrizione tettonica e strutturale del sistema Alpi-Appennini. Seguono alcuni capitoli dedicati all’esposizione storico-evolutiva dell’Italia, prendendo in considerazione le varie facies rocciose ed operando ricostruzioni paleogeografiche, nell’era paleozoica, dal Triassico al Giurassico, dal Cretacico all’Eocene, dall’Oligocene al Pliocene, concludendo con il Quaternario.<br />
L’opera termina con una sezione improntata sull’analisi dei processi magmatici e dell’evoluzione tettonica sempre partendo dal paleozoico fino ad arrivare ai nostri giorni.</p>
<p>Romano Gelati è stato professore di rilevamento geologico al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Milano.</p>
<p>Links:</p>
<p><a href="http://www.geolomb.it/sites/default/files/files/Com_Geolomb_3_2013.pdf" target="_blank">http://www.geolomb.it/sites/default/files/files/Com_Geolomb_3_2013.pdf</a><br />
<a href="https://issuu.com/diabasisedizioni/docs/storia_geologica_del_paese_italia_-/7" target="_blank">https://issuu.com/diabasisedizioni/docs/storia_geologica_del_paese_italia_-/7</a><br />
<a href="http://www.geologiemiliaromagna.it/rivista/2013-48-49_Recensioni.pdf" target="_blank">http://www.geologiemiliaromagna.it/rivista/2013-48-49_Recensioni.pdf</a><br />
<a href="http://193.206.192.231/carta_geologica_italia/note_illustrative/8.pdf" target="_blank">http://193.206.192.231/carta_geologica_italia/note_illustrative/8.pdf</a><br />
<a href="http://www.isprambiente.gov.it/Media/carg/note_illustrative/97_vimercate.pdf" target="_blank">http://www.isprambiente.gov.it/Media/carg/note_illustrative/97_vimercate.pdf</a></p>
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		<title>Geo&#8230; micologia</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 14:27:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[info]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Luoghi da vedere]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Parco Naturale Regionale di Piana Crixia si trova in provincia di Savona al confine con il Piemonte. Per raggiungerlo occorre percorrere la strada provinciale 29 del Colle di Cadibona, uscendo al casello autostradale della A6 di Altare-Càrcare e seguendo poi le indicazioni per Acqui Terme. Dopo circa una mezz’ora di guida, oltrepassati Cairo Montenotte<a class="grve-read-more" href="https://www.studiotecnogeo.it/geo-micologia/"><span>maggiori informazioni</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Parco Naturale Regionale di Piana Crixia si trova in provincia di Savona al confine con il Piemonte. Per raggiungerlo occorre percorrere la strada provinciale 29 del Colle di Cadibona, uscendo al casello autostradale della A6 di Altare-Càrcare e seguendo poi le indicazioni per Acqui Terme. Dopo circa una mezz’ora di guida, oltrepassati Cairo Montenotte e Dego, si raggiunge la località.<br />
Sicuramente il sito più curioso del parco si trova alla frazione Borgo, poche centinaia di metri dopo il km 117 della suddetta provinciale. In corrispondenza del Ristorante Castello del Fungo prendere un viottolo laterale e percorrerlo per circa 300 metri; quando la pavimentazione della strada passa dall’asfalto ai cubetti di porfido siete arrivati al Fungo di Piana Crixia, raggiungibile a piedi per mezzo di un breve sentiero.. </p>
<p>Per la descrizione del sito fate riferimento ai link ed ai testi quivi segnalati:</p>
<p>http://www.parks.it/parco.piana.crixia/index.php</p>
<p>http://www.parks.it/parco.piana.crixia/pun.php</p>
<p>http://trucioli.it/2015/01/27/piana-crixia-cronistoria-artistica-del-fungo-megalitico-1982-1989/</p>
<p>CHIARLONE, Bruno – Il fungo di Piana – Cairo Montenotte, Grifl, 1985<br />
CHIARLONE, Guido &#8211; Indagine sulle radici di Crixia – Cairo Montenotte, Grifl, 1986</p>
<p>La fotografia allegata è stata scattata dall’autore di questo articolo il 3 settembre 2011. Per avere un’idea delle dimensioni del fungo calcolate una quindicina di metri circa di altezza.</p>
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		<title>Tirati per il collo… di bottiglia…</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 14:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[info]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>È storia di poche settimane fa la divulgazione al grande pubblico della scoperta fatta nel 2013 in Sudafrica della nuova specie di ominide battezzata Homo naledi. Un nuovo tassello si è venuto ad aggiungere alla filogenesi dell’umanità propriamente detta, una nuova scintilla che non mancherà di accendere le discussioni fra i vari paleoantropologi sui rapporti<a class="grve-read-more" href="https://www.studiotecnogeo.it/tirati-per-il-collo-di-bottiglia/"><span>maggiori informazioni</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È storia di poche settimane fa la divulgazione al grande pubblico della scoperta fatta nel 2013 in Sudafrica della nuova specie di ominide battezzata Homo naledi. Un nuovo tassello si è venuto ad aggiungere alla filogenesi dell’umanità propriamente detta, una nuova scintilla che non mancherà di accendere le discussioni fra i vari paleoantropologi sui rapporti di questa specie con le altre del nostro genere, visto che la sua datazione è work in progress.<br />
Il confronto degli studiosi sarà sempre più serrato, abbonderanno le opinioni di segno contrario, alcune ipotesi troveranno conferma, altre verranno abbandonate, come accade nella migliore e proficua tradizione scientifica.  </p>
<p>Similmente è accaduto per i fatti che ci accingiamo ad esplicare e che con l’umanità hanno molto da spartire, anche se è difficile quantificarne il peso.<br />
Nella parte settentrionale dell’isola di Sumatra si trova un lago che ha al suo interno un’isola molto frequentata dai turisti. L’isola ha nome Samosir e il lago è il Toba. Questa località tranquilla e paradisiaca è stata sede di una delle più catastrofiche eruzioni di epoca preistorica avvenuta all’incirca 73500 anni fa. Non è facile quantificare  quali risultarono gli effetti ambientali dell’evento, ma certamente l’impatto fu cospicuo, visto il volume dei materiali espulsi (2800 km3) e l’indice di esplosività vulcanico VEI stimato (8,8), con conseguente accumulo di depositi ignimbritici nella parte settentrionale dell’isola di Sumatra e colossale dispersione di ceneri (800 km3) in tutto il sud-est asiatico, 40 volte più consistenti di quelle espulse dal vulcano Tambora nel 1815, nonché di gas sulfurei nella stratosfera in grado di influire più a lungo delle ceneri sulle temperature globali del pianeta.<br />
La caldera risultante dal collasso dell’apparato vulcanico è una delle più grandi che siano presenti sulla superficie della Terra (3000 km2). Tale depressione si riempì progressivamente di acqua, che dopo circa 1500 anni raggiunse il livello attuale del Lago Toba. Il riempimento del lago e le sue variazioni di livello sono contemporanee a cospicui riempimenti sedimentari. Il duomo risorgente di materiali vulcanici ha sollevato asimmetricamente l’isola di Samosir fino alla sua quota massima odierna di 1689 m. Si stima che in un periodo compreso fra 340000 e 765000 anni il processo si ripeterà con l’attivazione di una nuova super-eruzione.</p>
<p>Di fronte ad un evento così significativo vari studiosi hanno ipotizzato che i suoi riflessi ecologici abbiano generato un collo di bottiglia (bottleneck) nell’evoluzione umana, con sensibile diminuzione delle unità del genere Homo viventi sulla Terra in un periodo compreso fra 20 e 500 generazioni. Altri invece contestano la valenza del calo delle temperature, considerando ciò una normale oscillazione avvenuta durante l’ultima glaciazione e quindi non avente influsso sulle popolazioni umane e sulle loro fonti alimentari. Del resto non c’è accordo nemmeno sull’entità del calo: fra 3 e 5°C nel lungo periodo, fra 6 e 16°C negli anni immediatamente successivi all’eruzione. È l’entità del disastro a non essere chiara, e anche se effettivamente studi genetici avvalorerebbero che un massimo di 10000 individui sarebbe sopravvissuto al collasso degli approvvigionamenti alimentari e da queste popolazioni sarebbero discese le generazioni attuali, la persistenza dell’Homo neanderthalensis e del ben più vicino Homo floresiensis per migliaia di anni a seguire la catastrofe di Toba farebbero propendere per un collo di bottiglia da allargare…</p>
<p>Per approfondire:<br />
•	http://www.anthro.illinois.edu/people/ambrose<br />
•	http://www.arch.ox.ac.uk/CL1.html<br />
•	http://www.geo.mtu.edu/~raman/papers2/Toba%20QI.pdf<br />
•	http://ice2.uab.cat/argo/Argo_actualitzacio/argo_butlleti/ccee/geologia/arxius/2Ambrosereplyarticle.pdf<br />
•	http://ice2.uab.cat/argo/Argo_actualitzacio/argo_butlleti/ccee/geologia/arxius/1Ambrose%201998.pdf<br />
•	http://www.pnas.org/content/110/20/8025.abstract<br />
•	AMBROSE, Stanley H. &#8211; Late Pleistocene human population bottlenecks, volcanic winter, and the differentiation of modern humans &#8211; Journal of Human Evolution 34, 1998, 623-651.<br />
•	AMBROSE, Stanley H. – Did the super-eruption of Toba cause a human population bottleneck? Reply to Gathorne-Hardy and Harcourt-Smith &#8211; Journal of Human Evolution 45, 2003, 231-237.<br />
•	CHESNER, Craig A. &#8211; The Toba Caldera Complex &#8211; Elsevier Publishing Company, 2011 &#8211; Quaternary International<br />
•	HAWKS, J., HUNLEY, K., LEE, S.H., WOLPOFF, M. &#8211; Population bottlenecks and Pleistocene human evolution &#8211; Mol. Biol. Evol. 17, 2000, 2–22.<br />
•	VAN BEMMELEN, R.W. (Reinout Willem) &#8211; The origin of Lake Toba (North Sumatra) &#8211; Proceedings of the 4th Pacific Science Congress 2A Batavia, 1929, 115-124.<br />
•	VAN BEMMELEN, R.W. (Reinout Willem) &#8211; The volcano-tectonic origin of Lake Toba (North Sumatra). De Ingenieur in Nederlandsch Indie 6-9, 1939, 126-140.</p>
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		<title>On line il nostro nuovo sito</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2015 07:27:18 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Siamo lieti di comunicare la pubblicazione del nostro nuovo sito, realizzato con le piu&#8217; moderne tecnologie. Concepito per essere amministrato e gestito in autonomia, il sito permette di poter dare un servizio sempre piu&#8217; efficiente e puntuale, con l&#8217;obiettivo di migliorarne costantemente la qualita&#8217;.</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo lieti di comunicare la pubblicazione del nostro nuovo sito, realizzato con le piu&#8217; moderne tecnologie. Concepito per essere amministrato e gestito in autonomia, il sito permette di poter dare un servizio sempre piu&#8217; efficiente e puntuale, con l&#8217;obiettivo di migliorarne costantemente la qualita&#8217;.</p>
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